Mitico Tre-Monti
Pare che nel video girato a casa di Nathalie si indugi anche su un crocefisso appeso alla parete
LF
Come impararono a non preoccuparsi e ad amare il libero mercato
“La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei. La Corte non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana.”
Questa è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha accolto il ricorso presentato da una cittadina italiana, Soile Lautsi Albertin, nel 2007.
I miei informatori, coadiuvati dal Mossad, i servizi segreti russi, il dottor Stranamore e dal club delle giovani marmotte sono stati sguinzagliati per Strasbuego per capire come mai questa decisione sia stata presa. Pare, mi riferisce il Dr. Stranamore tramite il telefono rosso, che i sette giudici autori della sentenza, Francoise Tulkens, Vladimiro Zagrebelsky, Ireneu Cabral Barreto, Danute Jociene, Dragoljub Popovic, Andras Sajò e Isil Karakas, siano stati per due anni indecisi, ma non appena Tito Boeri, Paul Krugman e Oscar Giannino gli hanno segnalato l’articolo sulla “Concorrenza (s)concordataria” scritto da me e Scrooge (soprattutto lui) per Mp News (e postato anche qui) abbiano compreso la necessità di liberalizzare il mercato della fede e hanno preso questa decisione (che in apparenza ha poco a che fare con le nostre proposte) come insospettabile apripista per strutturali riforme liberalizzatrici da attuare in un prossimo futuro nell’ambito del mercato della fede. Lo scannamento etico che si è acceso perde quindi la sua ragion d’essere vista la natura puramente microeconomica della decisione della corte di Strasburgo, avvallata solo dopo aver ben consultato il capitolo di Bowles sul primo e secondo teorema dell’economia del benessere.
Da Zenone
Stanotte di un anno fa Barack Obama veniva eletto presidente degli Stati Uniti; in Italia Silvio Berlusconi intratteneva l’escort Patrizia D’Addario sul lettone di Putin.
Il crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione
Maria* Gelmini
Come la pizza. (via gravitazero) (via cheppalleee)
Varie giornaliere (politiche)
Di riforma della Costituzione si parla dai tempi di Craxi e sono sempre falliti tutti i tentativi di farla. (Angelo Panebianco su Corsera)
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Certo che la riconosco - sottolinea Fini - non è stato Berlusconi l’artefice della lunga transizione italiana? Ma bisogna mettersi d’accordo su che cosa s’intenda per leadership. Se la intendiamo come la intendono quasi tutti i vocabolari politici, non c’è nessuna discussione. Se la si intende, invece, come monarchia assoluta, allora no. E talvolta - conclude - accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta».
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Il declino di Silvio. Ora quasi quasi cede il Milan.
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Se da una parte de ne va Rutelli, dall’altra nasce il PDL del Sud
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Scarpe verdi scontate del 15 per cento a chi è della Lega Nord: niente tessera di partito, basta dichiararsi «simpatizzanti » alla cassa.
Il 22 Giugno 2008 Berlusconi ricorre al giuramento sulla testa dei propri figli anche per chiarire i rapporti con il Ministro delle pari opportunità: “Lo giuro sui miei figli: tra il sottoscritto e Mara Carfagna non c’è mai stato niente.
Il 20 giugno 2008 Berlusconi è a Bruxelles, al vertice europeo dei capi di Stato e di governo. Sul caso Mills dice: “Da presidente del Consiglio, giuro che lascio la politica se dimostrano le accuse nei miei confronti”. Ed aggiunge: “Non conoscevo Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l’Italia” (Il sole24ore Ansa, 20 giugno 2008, ore 15,47)
Silvio: "anche se mi condannano, resto al mio posto"
Ora ho capito a chi si riferiva Tremonti quando parlava dell’importanza del posto fisso…