Dicembre 13, 2011
Si faccia luce sul concorso a Giurisprudenza

La petizione, firmata da 423 tra ricercatori e professori universitari, è stata ufficialmente consegnata nelle mani del rettore Paolo Garbarino. Dalla sede dell’Avogadro assicurano: “contiene elementi utili che saranno valutati”

La lettera-petizione indirizzata al rettore dell’Università Piemonte Orientale, Paolo Garbarino (nella foto), è ufficialmente arrivata nella sede dell’Avogadro, a Vercelli. E’ stata sottoscritta da 523 firmatari, di cui 423 ricercatori e professori universitari (dato aggiornato alle 12 di lunedì 12) per chiedere di fare luce sulla vicenda del concorso per un posto di ricercatore “nel settore scientifico-disciplinare SECS-P/01 (Economia Politica) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale”.
“Siamo un gruppo di ricercatori e professori, - scrivono i promotori - animati dalla convinzione che le attuali procedure pubbliche di selezione del personale accademico, nel nostro Paese, debbano rispettare i più rigorosi standard di trasparenza e qualità, evitando ogni potenziale conflitto di interesse tra valutato e valutatore. Per tale ragione, desideriamo portare alla Sua conoscenza le forti perplessità che nutriamo rispetto alla vicenda concorsuale in oggetto, sulla base delle notizie di stampa fin qui circolate e delle informazioni disponibili in merito”. Parole sottoscritte da tutto il mondo, dalla Sorbona di Parigi alla New York University.

Pur non essendoci ancora graduatorie ufficiali, si fa riferimento alla designazione da parte della commissione di un vincitore che “rivela una produzione scientifica significativamente inferiore a quella degli altri 12 candidati”. E si mette in discussione la scelta di non tenere in considerazione gli indici bibliometrici.
L’appello finale fa leva sulla “sensibilità” e al “valore” che il rettore Garbarino “attribuisce alla reputazione dell’università e della sua capacità di continuare ad attrarre buoni studenti e giovani ricercatori e professori nonché di motivare i dottorandi e gli assegnisti di ricerca dell’ateneo affinché investano sulla ricerca di qualità e sulle pubblicazioni internazionalmente riconosciute. Gli accadimenti legati al concorso in oggetto gettano un’ombra sulla trasparenza nell’accesso alla carriera universitaria nell’Ateneo che lei presiede e, soprattutto, scoraggiano i giovani ricercatori a continuare a credere al valore e al futuro delle nostre istituzioni accademiche”.
“Una lettera lunga e articolata – fanno sapere dal rettorato – che contiene elementi utili i quali saranno valutati attentamente e tenuti in considerazione”.

Garbarino ha trenta giorni di tempo per prendere in esame gli atti del concorso inviati dalla commissione e decidere se accettarli, confermando la scelta dei membri della commisione del concorso, ovvero non firmarli, rinviando tutto al mittente. “L’iter non è ancora concluso e gli atti sono ancora al vaglio degli uffici”, dicono da Vercelli.
Massima riserbo e cautela, al momento, su una vicenda che ha varcato i confini locali e rischia di sollevare il coperchio di un pentolone che bolle da tempo in tutta Italia.

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